Educational
• Torinojazzlab - Orchestra Laboratorio Permanente Del Piemonte
• Dalle Nuove Musiche al Suono Mondiale
Viaggio guidato tra le musiche e le culture giovanili contemporanee
1999-2002



TORINOJAZZLAB

Orchestra Laboratorio Permanente del Piemonte

 

 

Associazione Culturale Musica 90

in collaborazione con

d

e

con il sostegno della

d

Con il Patrocinio della

e

 presenta

TorinoJazzLab

Orchestra Laboratorio Permanente del Piemonte

 progetto triennale ideato e coordinato da
Furio di Castri – musicista e docente al Conservatorio di Torino
Gianpiero Gallina – direttore artistico di Musica 90

con la consulenza di
Riccardo Bergerone – manager e esperto in produzioni musicali
Gianluigi Vaccarino – docente dell’Università degli Studi di Torino

 

 

Missione

L’orchestra jazz intesa come un laboratorio, un organico aperto, non tradizionale.
Un grande ensemble sperimentale dove studenti di musica e musicisti amatoriali suonano accanto a professionisti e grandi artisti internazionali; dove musicisti di qualunque estrazione, jazz, classica, rock o etnica, imparano a dialogare tra loro; dove gli strumenti a fiato e le percussioni incontrano gli archi e la musica elettronica.

Un progetto innovativo che unisce un alto livello di produzione artistica con una profonda valenza formativa e che potrà, attraverso la produzione di concerti, tournèe e registrazioni, rappresentare sulla scena nazionale ed europea la vitalità della sperimentazione artistica di Torino e la qualità dei suoi musicisti.

Un’opportunità, per la città e il suo talento diffuso, di dimostrare la capacità produttiva di eventi culturali di ampio respiro, che possono competere con istituzioni permanenti come la Casa del Jazz di Roma o l’ONJ, l’orchestra nazionale di jazz francese.

Questo progetto prende spunto dall’esperienza dei collettivi musicali americani ed europei nati negli anni ’70 (AACM, Free Music Production, Black Artist Group, ICP – Istant Composers Pool), anni in cui musicisti di provenienza diversa si sono riuniti in laboratori sperimentali e hanno vissuto una straordinaria esperienza artistica, in totale autonomia dalle regole del mercato.
Molti di questi collettivi sono ancora attivi. Altri, a Lione come a Ginevra, sono nati di recente con lo stesso principio: ripartire dalle radici della musica jazz, che sono quelle dell’improvvisazione, della sperimentazione, dell’invenzione scenica, della contaminazione dei linguaggi e delle culture, ispirandosi ai principi fondamentali della potenza del suono collettivo e del piacere del gioco.

La ricchezza di tale esperienza è oggi recuperata e arricchita di un forte impulso didattico, offrendo ai giovani l’opportunità di diventare protagonisti di un progetto di formazione culturale di respiro internazionale.

Il progetto

Il progetto riunisce un nucleo di venticinque musicisti scelti - attraverso un bando di concorso annuale - tra gli studenti del Conservatorio e i musicisti non professionisti che frequentano l’Università. Questo gruppo di studenti lavorerà fianco a fianco con alcuni dei migliori musicisti italiani di jazz sotto la guida di un maestro concertatore.

Il piano di lavoro di ciascun anno accademico è strutturato in moduli mensili da tre giorni di lezione ciascuno.

L’offerta formativa del TorinoJazzLab si caratterizza per originalità ed ampiezza ed offre ai suoi partecipanti una profonda esperienza nel mondo della musica jazz attraverso:
- pratica di musica d’insieme e di improvvisazione
- pratica di formazione orchestrale
- confronto con grandi musicisti
- confronto con il pubblico attraverso prove aperte
- incontro con linguaggi musicali diversi
- costruzione di un evento concertistico spettacolare
- master class e incontri con artisti internazionali
- guide all’ascolto
- possibilità di assistere alle prove e ai concerti di artisti internazionali

Alla fine di ogni anno, in cui è previsto l’obbligo di frequenza, ai partecipanti viene rilasciato un attestato di frequenza al Laboratorio.
Agli studenti che hanno frequentato il Laboratorio con un numero di assenze non superiore a quello previsto dal regolamento viene riconosciuta una borsa di studio.

Per il primo e il secondo anno del TorinoJazzLab il ruolo di direttore e maestro concertatore dell’orchestra è svolto dal Maestro Furio Di Castri, coadiuvato dall’assistente Marco Tardito. Ospite per il secondo anno il Maestro Bruno Tommaso.






TORINOJAZZLAB

Orchestra Laboratorio Permanente del Piemonte
Secondo anno accademico

 

Calendario

Vento del nord vento del sud

Candidati ammessi al 2° anno

Bando

Domanda d’ammissione

 

 

CALENDARIO DEL SECONDO ANNO ACCADEMICO TORINOJAZZLAB

Il calendario accademico del secondo anno si sviluppa in moduli didattici da tre giorni di lezione in orario serale con cadenza mensile. Le lezioni si svolgeranno nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì, dalle 18.00 alle 22.00.
I moduli di gennaio e febbraio 2008 sono accorpati in un unico modulo della durata di cinque giorni, da lunedì 4 a venerdì 8 febbraio 2008. Il modulo di febbraio segna l’inizio dell’anno accademico che terminerà nel mese di giugno 2008.

L’ultimo giorno di lezione di ciascun modulo mensile si svolgerà sotto forma di prova aperta al pubblico.

Come per il primo anno il Laboratorio sarà diretto da Furio Di Castri, coadiuvato da Marco Tardito in qualità di assistente.

Il piano didattico del secondo anno è centrato sullo studio del progetto Vento del Nord - Vento del Sud” composto dal M° Bruno Tommaso. Si tratta di un componimento in quattro suite, un viaggio sonoro dalle matrici lucane e siciliane alla fughe di Bach. Lo stesso Bruno Tommaso, contrabbassista di chiara fama e docente presso il Conservatorio di Musica G. Rossini di Pesaro, sarà presente in qualità di maestro concertatore al TorinoJazzLab nel mesi di febbraio e giugno 2008.

Nei mesi di marzo, aprile e maggio l’offerta didattica si arricchisce con gli approfondimenti teorici proposti dai docenti esterni che quest’anno saranno rispettivamente Luigi Onori, critico e saggista musicale; Claudio Sessa, critico del Corriere della Sera e già direttore della rivista specializzata Musica Jazz; Marcello Lorrai, giornalista de Il Manifesto.

Gli studenti che frequenteranno con profitto riceveranno l’attestato di frequenza al termine dell’anno accademico. Ad ogni partecipante che avrà frequentato regolarmente i moduli didattici delle lezioni (in quantità non inferiore al 80% = max 3 assenze) sarà riconosciuta una borsa di studio di € 400,00 (quattrocento) alla fine del corso.
Ai fini del raggiungimento della borsa di studio, gli ingressi posticipati e le uscite anticipate di 15 minuti rispetto gli orari di lezione verranno conteggiati come ½ assenza.

 

Il calendario è strutturato in moduli di lezione a cadenza mensile.

La sede delle lezioni è la sala cinema dell’ATC, c.so Dante, 14, 10134 Torino.

 

MESE

GIORNO

DATA

Orario lezione

DOCENTI

 

 

 

 

 

FEBBRAIO

lunedì

4

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

martedì

5

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

mercoledì

6

18.00 - 22.00

Tommaso

 

giovedì

7

18.00 - 22.00

Tommaso

 

venerdì

8

18.00 - 22.00

Tommaso

 

 

 

 

 

MARZO

lunedì

17

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

martedì

18

18.00 - 22.00

Lorrai (teoria)

 

mercoledì

19

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

 

 

 

 

APRILE

lunedì

14

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

martedì

15

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

mercoledì

16

18.00 - 22.00

Onori (teoria)

 

 

 

 

 

MAGGIO

lunedì

12

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

martedì

13

18.00 - 22.00

Sessa (teoria)

 

mercoledì

14

18.00 - 22.00

Di Castri / Tardito

 

 

 

 

 

GIUGNO

mercoledì

18

18.00 - 22.00

Tommaso

 

giovedì

19

18.00 - 22.00

Tommaso

 

venerdì

20

18.00 - 22.00

Tommaso

 

 

VENTO DEL NORD VENTO DEL SUD

Che il Jazz sia nato in seguito all’incontro fra culture etnie e linguaggi diversi è un fatto ormai talmente assodato che non sembrerebbe il caso di continuare a ribadirlo; lo stesso dicasi per l’enorme varietà di fonti e di strutture cui fare riferimento
I luoghi comuni e le posizioni fondamentaliste sono però dei mulini a vento assai difficili da abbattere per chi, come noi, si trova spesso a interpretare la parte di Don Chisciotte.
Così ogni tanto ci si imbatte in qualcuno che dichiara la morte del jazz ( un celebre critico musicale lo dava per spacciato già dagli anni 30’ ) o in qualcun altro in vena di classifiche razziali (…gli italiani ultimi ovviamente) o qualche buontempone che ancora tenta di tenere il jazz fuori dalle auguste mura delle pubbliche istituzioni, e compagnia cantando.
Venni colpito, alcuni anni or sono, da un manifesto dove erano rappresentati come parti di uno stesso albero i principali protagonisti dell’evoluzione del jazz: ebbene, non è poi caosì difficile accorgersi di come le foglie si presentino assai diverse dalle radici, e questo a conti fatti è forse uno degli aspetti più affascinanti della nostra musica.
Il dilemma sulle nostre radici è comunque assai presente tra i musicisti, e si continua a dibattere se la nostra “jazzità” si stata acquisita per imitazione dei modelli afro-americani o se al contrario sia stata sempre presente nel nostro dna almeno allo stato potenziale in quanto discendenti anche noi dai bipedi che si aggiravano intorno alla Rift Valley.
Poiché non sono un musicologo, e tanto meno un etnomusicologo, ho deciso , e non da ieri, di portare da semplice musicista curioso, una indagine sulle possibilità di coinvolgimento jazzistico del nostro patrimonio musicale, colto incolto o extra colto che sia.
Il progetto Vento del Nord-Vento del Sud si compone di quattro suite ispirate per l’appunto al vento; un vento che oltre a gonfiare le vele e trasportare i semi si fa latore di idee e di nuove risorse.
West Wind muove dal Maghreb verso la Spagna dove incontra la Follia, giro armonico che a ispirato generazioni di musicisti da Corelli ad Haendel fino a George Russel, e poi si spinge sulla penisola italiana imbattendosi da nella Scuola Napoletana per poi spegnersi dopo aver ballato a Trani il tango con gli antenati di Astor Piazzola.
Vento del Nord è intriso delle nostre canzoni della montagna, non immuni a ben vedere, da influssi provenienti dai paesi confinanti, con un melange di mittel-europa e di sapori balcanici.
La Cupa Cupa trae ispirazione dalla tradizione musicale lucana con la riscrittura di un tema minimalista quanto a suo modo complesso in tre movimenti : preudio, fuga e rondò.
Anche con Vento del Sud facciamo base in Lucania con una serenata all’affascinante Iangelina che replica con la sfacciata ironia dell’Amante Confessore.
Mancherebbe il Vento dell’Est…… Prima o poi lo scriverò.

Bruno Tommaso

 


RISULTATI AUDIZIONI AL 2°ANNO DI TORINOJAZZLAB
Candidati ammessi

Laura Bertolino
Nadia Bertuglia
Roberta Bua
Dario Chiazzolino
Lamberto Curtoni
Marthe Mazade-Lescourbe
Marco Nirta

 

 

 

Bando

 

 

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Associazione Culturale Musica 90

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presenta

TorinoJazzLab
Orchestra Laboratorio Permanente del Piemonte

CONCERTO DI PRESENTAZIONE DEL CD TorinoJazzLab LIVE

VENERDI’ 14 DICEMBRE, ore 18.00
Aula 1 Palazzo Nuovo
Via S. Ottavio, 20 – Torino
ingresso libero

 

Il 6 giugno scorso l’orchestra di TorinoJazzLab si è esibita nel primo concerto pubblico presso la Cavallerizza Reale di Torino. L’esibizione si è trasformata in un cd live che verrà presentato da alcuni componenti dell’orchestra il 14 dicembre 2007 a Torino presso l’Aula 1 di Palazzo Nuovo. Il concerto sarà ad ingresso gratuito. Occasione unica per godere dell’esibizione dal vivo dei ragazzi del TorinoJazzlab che nel primo dei tre anni di corso hanno affinato la tecnica ed imparato a vivere l’orchestra come parte integrante della loro formazione. Il concerto sarà diretto dai maestri Furio Di Castri e Marco Tardito.

L’orchestra si comporrà dei seguenti elementi

Giorgia Elena

Cervini

viola

Marco

Nirta

viola

Giulia

Marra

violino

Annalisa

Ponzo

violino

Giorgia

Burdizzo

violino

Roberta

Bua

violino

Nadia

Bertuglia

violino

Marthe

Mazade-Lescourbe

violino

Lamberto

Curtoni

violoncello

Cecilia

Lasagno

arpa

Gianni

Denitto

sax alto

Maurizio

Rosa

sax alto-baritono

Leonardo

Enrici Baion

clarinetto e clarinetto basso

Evelina

Paiano

flauto e ottavino

Federico

Alotto

tromba

Ivan

Bert

tromba

Diego

Bruno

trombone

Ugo

Favaro

corno

Alan

Brunetta

percussioni, woodblock, chimes, timbales

Ruben

Bellavia

percussioni, batteria

Donato

Stolfi

batteria

Andrea

Vigliocco

marimba, vibrafono

Andrea

Di Marco

basso elettrico

Dario

Chiazzolino

chitarra

Fabrizio

Rat Ferrero

pianoforte

     
Furio Di Castri  contrabbasso e direzione artistica
Marco Tardito sax baritono, clarinetto, assistente alla direzione

Il repertorio si comporrà di brani di Thelonious Monk e Frank Zappa riarrangiati da Furio Di Castri e Marco Tardito

 

 

1°ANNO: OFFERTA FORMATIVA 2006-2007

Piano didattico

Il piano didattico si articola in tre insegnamenti di otto lezioni ciascuno. Le lezioni saranno a cadenza mensile, ognuna della durata di quattro ore, e si svolgeranno il lunedì, il martedì e il mercoledì, da novembre 2006 a giugno 2007, dalle ore 18.00 in avanti.

La sede delle lezioni sarà la Cavallerizza Reale di Torino.

Insegnamenti

Lo schema seguente illustra gli insegnamenti attivati per l’anno 2006/2007 costituenti ciascun modulo mensile.

lunedì

STUDIO TEORICO-PRATICO
Pratica di improvvisazione. Pratica di musica d’insieme

martedì

STUDIO TEORICO
Storia ed estetica della musica Jazz. Analisi e guida all’ascolto

mercoledì

LABORATORIO ORCHESTRALE
Musica d’insieme. Prove e preparazione del concerto finale

 

STUDIO TEORICO PRATICO. Pratica di improvvisazione. Pratica di musica d’insieme
Docenti: Furio Di Castri e Marco Tardito.
Giorno di lezione: lunedì.

Lezioni di musica d’insieme per orchestra e per sezioni strumentali, in cui si approfondiranno dal punto di vista pratico alcuni elementi fondamentali dell’improvvisazione nel jazz:
- ritmo e groove;
- musica modale e improvvisazione sui modi;
- uso e sviluppo di cellule ritmiche e di cellule melodiche;
- uso del timbro e della dinamica;
- segni convenzionali e non convenzionali nell’orchestra;
- pronuncia e alterazione del suono;
- pratica di accompagnamento;
- senso del gioco e del palcoscenico.

STUDIO TEORICO. Storia ed estetica della musica Jazz. Analisi e guida all’ascolto
Docenti:Francesco Martinelli critico musicale, docente di musicologia afroamericana, direttore del Centro Studi Arrigo Polillo di Siena; Stefano Zenni, Presidente della Società Italiana di Musicologia Afroamericana (SIdMA); Valerio Corzani, giornalista di Radio RAI e de Il Manifesto.
Giorno di lezione: martedì.

Storia e analisi delle grandi formazioni orchestrali, degli ensemble e dei collettivi artistici, dai tempi del Cotton Club a oggi. Il programma didattico approfondirà gli elementi di base della tradizione orchestrale e i grandi momenti di innovazione stilistica attraverso l’opera di Duke Ellington, Charles Mingus, Sun Ra, Don Ellis, George Russell, Thad Jones e Mel Lewis, Carla Bley, Gil Evans per arrivare a Frank Zappa, Django Bates, Uri Caine.

La finalità dell’insegnamento è di fornire agli iscritti i riferimenti storici fondamentali per imparare a:
- lavorare su un progetto compositivo;
- organizzare gli ensemble, l’improvvisazione e l’accompagnamento;
- ricercare e utilizzare elementi di contrasto;
- lavorare sui ruoli degli strumenti e introdurre delle innovazioni nel loro uso;
- introdurre elementi di musica colta, popolare e rock;
- avere coscienza di cosa significa fare musica oggi.

LABORATORIO ORCHESTRALE. Musica d’insieme, prove e preparazione del concerto finale

Docente: Furio Di Castri e Marco Tardito.
Giorno di lezione: mercoledì.

Prove di insieme, per sezioni strumentali e collettive, di composizioni di vari autori, scelte, adattate e modificate per creare il “suono” dell’orchestra. Nel corso di questo laboratorio si lavorerà sull’interpretazione della partitura e sull’esecuzione estemporanea, sull’apertura di spazi solistici singoli e collettivi, sulla combinazione degli impasti orchestrali e la definizione dei “colori” strumentali.

Da gennaio in avanti la seconda parte di questo insegnamento si svolgerà la sera sotto forma di prove aperte al pubblico. Saranno elaborate composizioni classiche e originali per orchestra e sarà definito il repertorio del concerto conclusivo. Saranno trattate composizioni e spunti melodici tratti dall’opera di Thelonious Monk e Frank Zappa.


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